A vent’anni dalla morte.

Mons. Cammarata

Sono già trascorsi venti anni da quando il Reverendo  Padre Cammarata ci ha lasciato per addormentarsi tra le braccia del Signore. E doveroso è il ricordarlo in modo speciale con una S. Messa in Suo Suffragio presso la sua Parrocchia, affinché non soltanto i parrocchiani che l’hanno conosciuto, ma anche le nuove generazioni sappiano che questo ministro è stato un raro esempio di fede.

Direi di più: un gigante della fede. Un sacerdote convinto che la Chiesa va rinnovata tramite l’ascolto continuo della Parola di Dio che modifica i cuori e li pone in conversione, in un cammino dove la comunità è “corpo pulsante” e la Celebrazione Eucaristica è la strada che conduce l’uomo dalla morte alla resurrezione, sospinto dall’incontro con Cristo vivente, di Pasqua in Pasqua, fino alla Pasqua celeste.

Questo sacerdote, penso, ci ha continuamente rinnovato la memoria dicendoci, quasi esasperandoci, che la morte è il coronamento della vita, è il sigillo dell’eternità sul tempo, è la liberazione del nostro essere che anela a ricongiungersi nell’universalità a Dio.

E’ questo un inno al Creatore, è un’invocazione allo Spirito, una dolce esortazione a Cristo per entrare nella comunione eterna col Padre.

Tu, don Cammarata, sei di là della soglia, noi siamo rimasti al di qua. Noi ti abbiamo momentaneamente perduto ma siamo rimasti con la nostalgia di rivederci. E allora, come hai fatto Tu, Don, invochiamo il Padre: “Maranà thà, vieni Signore Gesù”.

Certo di essere “pastore” della sua parrocchia non si è però rinchiuso, ma ha dato spazio ed ha lasciato spazio a tutti quelli che con serietà desideravano fare un cammino, un’esperienza di fede nella chiesa perché la Chiesa – diceva – è come un giardino in cui ci sono tanti fiori dai diversi colori, qualità, profumi che crescono in tempi diversi. Carismi che tutti devono essere rispettati e aiutati. Quella che è importante è l’unità di fondo – affermava – l’unità di fondo in riferimento a Cristo e alla sua Chiesa.

Don considerava la sua morte come la sua Pasqua, come il passaggio dalla precarietà terrena all’Eternità di Dio. E’ per questo che a vent’anni dalla morte, la Parrocchia e tutto il Quartiere  lo vuole ricordare, a memoria dell’uomo che trasse molte persone dall’indifferenza sia per portarle sul sentiero tracciato da Cristo sia per essere in comunione profonda col Padre.

La morte ha sottratto alla comunità un sacerdote calatosi perfettamente in mezzo alla propria  gente, con il suo Vangelo . La sua profonda umiltà e disponibilità sono tuttora presenti quale ricordo più che mai vivo in ciascuno dei parrocchiani.

Ciao Mons. Cammarata a vent’anni dalla tua scomparsa ti giunga di nuovo e in Paradiso il nostro immenso grazie, tutta la nostra riconoscenza per come hai saputo crescere e santificare con le azioni e la parola i nostri cuori, sacrificando per essi la Tua intera esistenza di Sacerdote.

Il Reggente del Quartiere

Armando Schillaci.