Auguri 8 Marzo

Unable to display PDF
Click here to download

Campagna di sensibilizzazione – Raccolta feci cani

Campagna di sensibilizzazione

Continua la campagna di sensibilizzazione x rendere pulito il Quartiere, faremo di tutto per spiegare ai cittadini residenti del Quartiere “PUPULU” in particolare a quelle persone che possiedono un cane, (amico), l’importanza di pulire i luoghi pubblici dalle feci dei proprio amico (cani). Soprattutto nel centro storico la situazione è ormai giunta al limite e ormai non è solo un problema igienico – sanitario, ma anche di costi di pulizia che ricadono sulla collettività.

 

L’argomento che si affronta rappresenta uno dei temi più “spinosi” della pacifica convivenza tra i cittadini. E ci riferiamo  alla collettività nel suo insieme, perché chi non raccoglie le deiezioni del proprio cane arreca danno a tutti, amanti o meno degli animali, possessori o meno di un animale.
L’obbligo di raccogliere le deiezioni del cane è stato accolto da tempo nella legislazione del nostro Paese, grazie a numerose ordinanze del Ministero della Salute in materia di gestione dei cani. Uno dei provvedimenti  attualmente in vigore, è costituito dall’ Ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 3 marzo 2009 , intitolata “Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani” (pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2009).
In particolare ai sensi dell’articolo 2, comma 2, punto 4 “è fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse”.
Quindi la raccolta delle feci non è solamente un dovere civico ed un’espressione del buon senso, ma rappresenta un vero e proprio obbligo giuridico imposto a tutti i cittadini che a qualunque titolo conducano a spasso un cane.

Buona vita a voi e ai vostri animali!

Reggente Quartiere PUPULU

Armando Schillaci

Unable to display PDF
Click here to download

Auguri al webmaster

Auguri 2013 Quartiere

Auguri 2013

Auguri di Natale

Unable to display PDF
Click here to download

 

Lapiù bella storia

[SWF]http://www.quartiripupulu.confraternitasacrocuore.it/wp-content/uploads/2012/12/la-più-bella-storia-maria-raccontata.swf, 800, 600[/SWF]

A vent’anni dalla morte.

Mons. Cammarata

Sono già trascorsi venti anni da quando il Reverendo  Padre Cammarata ci ha lasciato per addormentarsi tra le braccia del Signore. E doveroso è il ricordarlo in modo speciale con una S. Messa in Suo Suffragio presso la sua Parrocchia, affinché non soltanto i parrocchiani che l’hanno conosciuto, ma anche le nuove generazioni sappiano che questo ministro è stato un raro esempio di fede.

Direi di più: un gigante della fede. Un sacerdote convinto che la Chiesa va rinnovata tramite l’ascolto continuo della Parola di Dio che modifica i cuori e li pone in conversione, in un cammino dove la comunità è “corpo pulsante” e la Celebrazione Eucaristica è la strada che conduce l’uomo dalla morte alla resurrezione, sospinto dall’incontro con Cristo vivente, di Pasqua in Pasqua, fino alla Pasqua celeste.

Questo sacerdote, penso, ci ha continuamente rinnovato la memoria dicendoci, quasi esasperandoci, che la morte è il coronamento della vita, è il sigillo dell’eternità sul tempo, è la liberazione del nostro essere che anela a ricongiungersi nell’universalità a Dio.

E’ questo un inno al Creatore, è un’invocazione allo Spirito, una dolce esortazione a Cristo per entrare nella comunione eterna col Padre.

Tu, don Cammarata, sei di là della soglia, noi siamo rimasti al di qua. Noi ti abbiamo momentaneamente perduto ma siamo rimasti con la nostalgia di rivederci. E allora, come hai fatto Tu, Don, invochiamo il Padre: “Maranà thà, vieni Signore Gesù”.

Certo di essere “pastore” della sua parrocchia non si è però rinchiuso, ma ha dato spazio ed ha lasciato spazio a tutti quelli che con serietà desideravano fare un cammino, un’esperienza di fede nella chiesa perché la Chiesa – diceva – è come un giardino in cui ci sono tanti fiori dai diversi colori, qualità, profumi che crescono in tempi diversi. Carismi che tutti devono essere rispettati e aiutati. Quella che è importante è l’unità di fondo – affermava – l’unità di fondo in riferimento a Cristo e alla sua Chiesa.

Don considerava la sua morte come la sua Pasqua, come il passaggio dalla precarietà terrena all’Eternità di Dio. E’ per questo che a vent’anni dalla morte, la Parrocchia e tutto il Quartiere  lo vuole ricordare, a memoria dell’uomo che trasse molte persone dall’indifferenza sia per portarle sul sentiero tracciato da Cristo sia per essere in comunione profonda col Padre.

La morte ha sottratto alla comunità un sacerdote calatosi perfettamente in mezzo alla propria  gente, con il suo Vangelo . La sua profonda umiltà e disponibilità sono tuttora presenti quale ricordo più che mai vivo in ciascuno dei parrocchiani.

Ciao Mons. Cammarata a vent’anni dalla tua scomparsa ti giunga di nuovo e in Paradiso il nostro immenso grazie, tutta la nostra riconoscenza per come hai saputo crescere e santificare con le azioni e la parola i nostri cuori, sacrificando per essi la Tua intera esistenza di Sacerdote.

Il Reggente del Quartiere

Armando Schillaci.

Lettera aperta Io Reggente del Quartiere e Confrate,

Credo che nel pensare come nel fare giovi attenerci a un principio – per così dire – cartesiano: distinguere ciò che è possibile e fattibile da ciò che non è possibile e fattibile; ciò che dipende da noi da ciò che non dipende da noi.

Partendo da queste considerazioni pensavo e credevo,  che certe cose non sarebbero più ritornate, invece mi sono accorto che è sempre magico riscoprire o forse solo riportare fuori certe emozioni.

I sogni che ti accompagnano come amici sinceri nei momenti di solitudine, che ti danno la forza quando tutto diventa buio. E’ solo quando smetti di sognare che il buio si impadronisce del tuo corpo e soprattutto della tua mente.

Scrivere queste poche righe mi costa tanta fatica, dopo aver ricevuto diversi solleciti in merito all’articolo”consuntivo festa S.Cuore” apparso sul sito della confraternita, per  alcuni non è stato gradito, in quando l’ho firmato  come Reggente e non come Confrate.

Nel meditare ciò che dovevo scrivere, ripercorro con la memoria alcune tappe  del  passato che ci hanno portato al presente e ci proiettano nel futuro, perche come spesso dico bisogna guardare le proprie radici del passato per capire il presente.

 

la memoria. La dimensione temporale (S. Agostino direbbe il “palazzo della memoria”). Ossessionati dal provincialismo di spazio e illusi che a renderci contemporanei basti essere presenti un paio di volte l’anno nella vita confraternale. Non siamo isole: “siamo invece tutti penisole, per metà attaccate alla terraferma e per metà di fronte all’oceano” (Amos Oz). Con lo sguardo rivolto contemporaneamente avanti e indietro.

Ricordo quando eravamo  ridotti come confraternita appena in 12, poi il Rettorato di un giovane al suo primo mandato, che assieme ad altri prende per mano la confraternita per farla crescere , la riapertura della chiesa di S.Maria del Popolo, le stoffa per le  nuove mantelline, la ripresa della festa del S.Cuore,  il nascente Comitato di Quartiere le elezioni per le cariche statutarie e tutto il resto ci portano ai giorni nostri, ecco ripercorrere queste tappe e come rivedere un vecchio film, in cui Io sono stato uno dei protagonisti assieme ad altri, come diceva Madre Teresa di Calcutta “ QUELLO CHE NOI FACCIAMO E’ SOLO UNA GOCCIA NELL’OCEANO, MA SE NON LO FACESSIMO L’OCEANO AVREBBE UNA GOCCIA IN MENO”.

Da sempre sostengo che il confronto sia indispensabile per affrontare le tante sfide, piccole e grandi, che la Confraternita ed il Quartiere  hanno  davanti.

Credo che sia quella del dialogo e del confronto la strada da percorrere, pur nella consapevolezza dei limiti che ognuno di noi  può avere. Il fatto che abbia partecipato alle riunioni per discutere di diverse questioni, tra le quali quella dell’organizzazione della festa del S-Cuore, non vuol dire che si dimentichi tutto il resto. Anzi, io sono convinto dell’esatto contrario, il fatto che  l’amministrazione sia vicina e disponibile a relazionarsi con il Comitato di Quartiere he io presiedo e di trovare il raccordo giusto per promuovere momenti alti di cultura e di svago per la collettività, legati si ad una festa tradizionale come quella del S.Cuore , non voglia dire e tenere nel dovuto conto ogni aspetto della vita del Quartiere e della Confraternita, mi sembra il minimo che il Quartiere  e la Confraternita possono fare, collaborare per quanto di loro competenza, con le forze vive della comunità e della Confraternita, che meritano rispetto e vanno plaudite per l’impegno, che mettono costantemente in campo.

Il fatto che si sia presenti nel territorio e ci si renda interlocutori attenti e disponibili nei confronti di tutti va forse disprezzato?, io non la penso affatto così, anzi vanno potenziati e rinforzati queste forze.

In queste settimane abbiamo  lavorato alacremente per affrontare diverse problematiche importanti che riguardano la Festa – mi riferisco all’aspetto culturale che religioso, tanto per citare qualche esempio – alle difficoltà legate all’aspetto economico. Credo che l’invito ad un confronto con la Confraternita si possa fare, anzi credo che sia possibile aprire una riflessione  ampia che mette in risalto i punti di forza e i punti di debolezza, per ricercare il meglio di ciò che si intende costruire,  non credo che questo possa e debba pregiudicare l’attività delle tante forze vive del nostro Quartiere e della Confraternita, che mettono impegno in quello che fanno. La fiducia nel futuro passa anche per la vivacità di un territorio che non si lascia abbattere e demoralizzare, passa anche per lo spirito di gruppo che si sta creando tra Confraternita e Quartiere, di questo sono più che certo.

il ritorno al reale. Noi tutti oggi soffriamo per deficit di consapevolezza, per mancanza di pensiero, per orgia di apparenza. Il reale non ci è né vicino né familiare né amico.

Noi, gelosi della propria identità e fieri di una appartenenza al S.Cuore, dobbiamo spiegare ai più giovani la bellezza e la durezza della realtà, tra “stare al mondo e vivere” (Seneca).

Noi, per dirla con Nietzsche – vogliamo formare cittadini e non semplicemente “utili impiegati”. Questo significa essere Maestri.

A noi si chiede di essere autorità non solo formativa ma anche morale, questo è compito dei Maestri i quali, come i grandi attori, calato il sipario, sanno uscire di scena; e, come il sole, dopo aver illuminato e riscaldato, sa tramontare.

A noi è stata data in consegna una sfida particolare, tutta nostra, difficile e nobile, rendere di qualità una Confraternita di quantità.

Facciamo nostro l’appello di Erasmo da Rotterdam: “prendetevi cura dei giovani, il bene più prezioso della città” io lo tradurrei con il bene più prezioso per la Confraternita.

Sono loro che possiedono la carta d’identità di cittadini del mondo, che hanno le antenne premonitrici, che chiedono a noi – quali maestri e fratelli maggiori – di essere più generosi e più credibili. Mi piacerebbe che anziché fare “antitesi”, si facesse “sintesi”, ricordando che la vita buona della gente merita, passione, sacrificio personale, economia del dono. E d’improvviso si vedrebbe ritornare in tutti la voglia di vivere, di partecipare, di costruire insieme il futuro senza delegare altri.

La Confraternita è il luogo del dialogo perché è il luogo del logos.

Francesco Guicciardini in un passo dei suoi Ricordi, affermava con lucido cinismo: <Una delle maggiori fortune che possino avere gli uomini è avere occasione di potere mostrare che, a quelle cose che loro fanno per interesse proprio, siano stati mossi per pubblico bene>

 

Enna 16 Luglio 2012

Reggente comitato di quartiere “PUPULU”

Armando Schillaci

Comunicazione pulizia Pupulu

INTERVISTA PULIZIA PUPULU

E’ iniziato oggi nel Quartiere “Pupulu” ,in prossimità della festa del S.Cuore di Gesù un ciclo di pulizie starordinarie, cittadini residenti che vedono la collabborazione tra comitato di quartiere “reggente Armando Schillaci” e Confraternita “Rettore Fabio Garofalo”, per ridare decoro al Quartiere e far capire che un quartiere pulito e una città piu pulita e bella è merito di tutti.Le due realtà auspicano interventi similari in altre zone e in diversi quartieri, risulta essere fondamentale per mantenere il decoro urbano. Proprio aicittadinispetta la tutela della propria città in primis. Non è possibbile avere una città pulita se noi per primi non la rispettiamo. Utilizzare i cestini e i cassonetti e non gettare i rifiuti a terra fa parte del senso civico di ognuno. Insieme possiamo rendere Enna piu bella.